La trattativa per portare Maradona a Napoli

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gol maradona

In questo nuovo post per la redazione Super Napoli, parleremo della trattativa che portò Diego Armando Maradona a vestire la maglia azzurra, ripercorrendo tutto il percorso che venne fatto per portare El Pibe de Oro a vestire la maglia azzurra.

Nel 1978 il Napoli scopre Maradona

Prima del 1984, l’anno in cui Diego sbarcò a Napoli, il giocatore venne già in passato proposto alla dirigenza azzurra. Stiamo parlando del 1978, all’epoca il fuoriclasse argentino militava nell’Argentinos Juniors.

Uno dei dirigenti della squadra argentina, Settimio Aloisio, che era un calabrese emigrato in Sud America e tifosissimo del Catanzaro, si mise in contatto con il neo allenatore del Napoli Gianni Di Marzio, che dal 1975 al 1977 aveva allenato la squadra calabrese, portandola peraltro per la seconda volta della sua storia in Serie A, per mostrargli le gesta del talento argentino.

Nel 1978, Gianni Di Marzio, che era presente in Argentina per vedere le partite, ammirò il talento del calciatore argentino Diego Armando Maradona.

Di Marzio, entusiasta del calciatore, presentò subito un contratto in bianco di 300 milioni di lire per l’Argentinos Juniors. L’operazione però non si concretizzò in quanto Ferlaino fu reticente nell’acquistare il giocatore, anche perchè all’epoca era preclusa la possibilità di portare giocatori stranieri in Italia.

Come è nata la trattativa per Maradona

Il Napoli, prima dell’acquisto di Maradona e in particolare nella stagione 1982/1983, riuscì ad ottenere una salvezza stentata, ottenuta nelle ultime giornate di campionato.

C’era bisogno di una svolta per far sì che i tifosi potessero di nuovo gioire per la propria squadra del cuore.

L’allora dirigente del Napoli, Antonio Juliano, aveva contattato il Barcellona per organizzare un’ amichevole. La richiesta fu accettata, ma fu precisato che il campione argentino Maradona, non avrebbe partecipato alla partita causa infortunio.

Furono fatti così una serie di sondaggi e da lì si comprese che il calciatore argentino non era infortunato ma era in rotta con il club spagnolo. Da quel momento, la dirigenza azzurra decise di iniziare a far partire la trattativa per portare Diego a Napoli.

La dirigenza blaugrana chiese 11, diventati poi 13 miliardi di lire, cosciente del fatto che il Napoli non potesse acquistare il giocatore per una cifra così alta.

Lo sviluppo della trattativa

La trattativa tra Barcellona e Napoli durò precisamente quaranta giorni, iniziando ufficialmente il 26 maggio 1984. I media raccontavano la trattativa nei minimi dettagli giorno per giorno.

Nonostante la diffidenza da parte del club spagnolo, Maradona aveva preso alcune informazioni sulla piazza napoletana e la sua volontà era quella di trasferirsi a Napoli.

Questa fu una chiave importante per sbloccare la trattativa: infatti la dirigenza azzurra poteva contare su un aspetto importante, cioè quello della volontà del calciatore.

Un altro punto a favore per il Napoli si basava sul fatto che il campionato italiano era uno dei palcoscenici più importanti nel mondo da un punto di vista calcistico: infatti in serie A militavano i migliori stranieri del panorama calcistico.

Nonostante ciò, le difficoltà sussistevano, in quanto il Napoli da un punto di vista economico, non poteva permettersi di sborsare una cifra del genere.

Lo sblocco della trattativa per l’acquisto di Maradona

L’acquisto di Diego rappresentava, per il presidente Ferlaino, un’importante svolta per il club azzurro. Infatti, grazie alla forte volontà del presidente azzurro, che il Napoli riuscì nel “miracolo” economico e sportivo. In molti a Napoli erano scettici sul fatto che il fuoriclasse argentino potesse sbarcare in città, per due semplici motivi. Il primo motivo è che il Napoli lottava sempre per posizioni di classifica non elevate, mentre il secondo è che la dirigenza azzurra non aveva la disponibilità economica per poter acquistare un calciatore di quel calibro.

Ed invece avvenne il contrario. L’operazione Maradona divenne possibile grazie ad una strategia ben mirata. Innanzitutto, per lo sblocco della trattativa fu importante l’accordo con il primo cittadino di Napoli dell’epoca, il Sindaco Scotti, che mise in contatto Ferlaino con Ventriglia, presidente del Banco di Napoli. Quest’ultimo riuscì a sanare il deficit economico e a garantire presso il Banco di Bilbao le fidejussioni richieste dalla società catalana.

La richiesta del Barcellona inizialmente era di 11 miliardi.

La società catalana, fino all’ultimo giorno della trattativa, il 30 giugno, diffidava che una società come quella del Napoli potesse permettersi di spendere così tanti soldi. Per questo motivo, il Barcellona cercava sempre di fare in modo che la trattativa non si concludesse.

Con Diego invece, la trattativa si risolse immediatamente e il giocatore firmò un contratto di sei anni di un miliardo e 300 milioni annuali e un 15% che il calciatore argentino avrebbe guadagnato dal costo del cartellino.

La fine della trattativa per acquistare Maradona

Il 29 giugno, il penultimo giorno possibile per chiudere l’affare, il Barcellona chiese altri due miliardi di lire in più per l’acquisto del cartellino. Fino al 30 giugno la società catalana non si decideva, ma ecco che avvenne “la furbata” della dirigenza azzurra.

Il Napoli finse di lasciare la trattativa per Maradona per volare a Madrid per prendere Hugo Sanchez dall’Atletico. Il Barcellona consapevole del fatto che potesse perdere quella cifra così esosa, cascò nel tranello del Napoli e si convinse a vendere il calciatore.

La trattativa per Maradona si chiuse così per 13 miliardi di lire. Dopo aver raggiunto l’accordo, Ferlaino volò a Milano per depositare il contratto alla Lega, ma era fuori tempo massimo. Così al mattino aveva consegnato una busta vuota per prendere tempo.

Giunto a Milano, Ferlaino riuscì a trovare una scusa e una guardia giurata, che come narra la leggenda, si dice fosse un napoletano, lo lasciò passare per sostituire il plico con all’interno il contratto reale.

Nonostante questo, l’acquisto del calciatore argentino riuscì a concludersi il giorno successivo all’ultimo giorno di calciomercato.

Sino al giorno della presentazione nessuno credeva che il Napoli avesse acquistato il fuoriclasse argentino. E invece il “miracolo” avvenne.

Il 4 luglio il calciatore sbarcò in Italia e il 5 luglio si presentò al San Paolo dinanzi a 66mila tifosi, esclamando:

“Buonasera napolitani”