Giuseppe Taglialatela, l’idolo dei tifosi azzurri

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giuseppe taglialatela

I primi passi di Giuseppe Taglialatela

La carriera di Giuseppe Taglialatela, detto Pino, inizia nelle giovanili della squadra della sua città, l’Ischia Isolaverde.

Ottenendo buoni risultati gli osservatori partenopei, acquistano il suo cartellino, per un suo inserimento futuro nelle giovanili del Napoli.

Gli esordi di Pino Taglialatela

Torna all’Ischia Isolaverde, ma solo per una stagione. Fa il suo esordio nel calcio professionistico nel Palermo, nella stagione 1988/1989 in serie C1 girone B, collezionando 34 presenze e 19 reti subite.

Nel 1990 fa il suo esordio in serie B con l’Avellino per poi trasferirsi definitivamente nel Napoli come secondo portiere accanto al primo portiere di allora, Giovanni Galli.

La rottura con il Napoli

In quella stagione Pino Taglialatela vivrà una stagione in anonimato, giocando solo tre partite di cui solo una da titolare, contro la Juventus. Ma i rapporti con il primo portiere Galli non sono dei migliori.

Per questo motivo, la stagione seguente sarà ceduto nuovamente al Palermo.

Il ritorno a Palermo di Pino Taglialatela

Nel 1991 tra le file del Palermo disputa un’intera stagione da titolare in serie B. Colleziona ben 38 presenze subendo 43 reti, ma purtroppo in quell’annata il Palermo retrocede in serie C1. L’anno successivo è ceduto in prestito alla Ternana, ma la società non vive in buone acque dal punto di vista economico, e per questo motivo nel mercato di riparazione, il portiere viene ceduto in prestito al Bari.

Pino Taglialatela, il Batman napoletano

Con la cessione di Giovanni Galli al Torino Giuseppe Taglialatela tornà definitivamente a giocare nel Napoli.

Con gli azzurri disputa ben cinque campionati in serie A e sarà soprannominato “Batman”. Il nomignolo gli è dato durante un Milan-Napoli della stagione 1995/1996, quando il portiere in quella gara riesce a parare di tutto, compreso un rigore a Baggio e una parata favolosa su Savicevic.

Da quel giorno il portiere azzurro indosserà una maglia speciale con il logo di un pipistrello.

Dal successo alla retrocessione in serie B

In quelle stagioni Giuseppe Taglialatela diviene l’idolo dei tifosi, non solo per le sue doti tecniche, ma anche per la sua personalità, mettendoci il cuore in ogni partita.

Nel Napoli, collezionerà un totale di 174 presenze, subendo 227 reti.

La sua dote principale è parare i calci di rigore: in carriera ne para 11 su 27 totali.

Tutto ciò fa si da essere un osservato speciale di Arrigo Sacchi in Nazionale, anche se non disputerà nessuna gara con gli azzurri.

Nel 1997, il Napoli riesce a raggiungere la finale di Coppa Italia con il Vicenza, ma la squadra partenopea perde la finale ai tempi supplementari. Da quella sconfitta il vecchio Napoli non si è più ripreso e l’anno successivo retrocede in Serie B.

Pino Taglialatela decide così di trasferirsi alla Fiorentina, visto il rapporto incrinato con tifosi e società.

L’esordio in Champions League con la Fiorentina

Viene acquistato dalla Fiorentina nella stagione 1999/2000 come secondo portiere in alternativa a Francesco Toldo.

Con la maglia viola fa il suo esordio in Champions League, nella trasferta persa per 2-0 contro il Valencia, mentre l’anno successivo riesce a vincere una Coppa Italia.

Gli ultimi anni della sua carriera

Con la retrocessione della Fiorentina in Serie B, gioca la prima parte di campionato come secondo ad Alex Manninger.

Successivamente si trasferisce nel 2003-2004 con il Siena in serie B, e nel 2005-2006 la carriera di Pino Taglialatela si concluderà in serie B con l’Avellino.